Wes Montgomery: "ii V i lick"

Wes Montgomery: "ii V i lick"

Apprendere il linguaggio del jazz è una sfida enorme, che richiede uno studio costante. Lo studio dei maestri è una tappa obbligata in questo percorso. E tra i maestri della chitarra jazz, chi più di Wes Montgomery può meritare le nostre fatiche su dischi  pentagrammi e chitarra?

Ribadiamo: il lavoro a orecchio è insostituibile, tirarsi giù le frasi dai dischi è un obbligo. Da soli, senza tab o lesson da youtube. Per capire come fare una cosa così, chiediamo aiuto a un chitarrista stellare: Luigi Pistillo. Qui ci mostra non soltanto come si impara un lick, ma anche, poi , cosa ce ne facciamo: l'analisi armonica, melodica e ritmica ci aiuta a incorporare quelle nuove "parole" nel nostro vocabolario, ad assimilare il linguaggio.

Ad accompagnare il testo di questo articolo c'è anche il video di Luigi che esegue il lick. Niente scuse, insomma.

È l'ora di mettersi in gioco.

 

 

 

Wes Montgomery è da sempre uno dei miei musicisti preferiti. Ho sempre ammirato in lui la grande musicalità, il senso dello swing, il carattere bluesy del suo fraseggio oltre a una indiscussa gioia e a un profondo amore per la musica che traspare in ogni nota che suona.

 

Analizziamo in questa sede un fraseggio che Wes adoperava spesso nelle sue improvvisazioni:

 

La frase nel suo complesso

 

 

 

La frase si sviluppa in quattro misure e si basa su un classico ii-V-I in Sol (Am7, D7b9, Gmaj7, Gmaj7). Analizziamo ora misura per misura cosa concretamente suona Wes.

 

La misura 1 (accordo ii)

 

 

Troviamo un Am7 (la, do, mi, sol). Un accordo m7 è formato da Fondamentale, b3, 5, b7; Wes utilizzava spesso le estensioni dell'accordo. Le sue estensioni naturali sono 9 e 11, muovendo gli intervalli per terze diatoniche. Ogni volta che aggiungiamo una terza alla struttura-base dell'accordo, creiamo un altro arpeggio di quattro note utilizzabile per l'improvvisazione. In questo caso, in particolare, aggiungendo la prima estensione (9a) otteniamo un Cmaj7 e aggiungendo la seconda estensione (11a) otteniamo un arpeggio Em7:

 

 

Praticamente cosa faceva Wes? Utilizzava questa semplice regola: su un accordo m7, suonava un arpeggio maj7 a partire dalla b3a, e un arpeggio m7 a partire dalla 5a dell'accordo originale.

 

A livello ritmico si nota un classico del jazz e della musica di Wes:la partenza sul levare del primo quarto.

 

 

La misura 2 (accordo V)

 

 

Qui troviamo un accordo D7b9 (re, fa#, la, do, mib); Wes nella prima quartina di crome utilizza b9, 3, 11, 5. Possiamo vedere la b9a (eb) enarmonicamente come re#: così facendo ottiene un arpeggio di B7. Nella seconda quartina di crome invece viene fuori tutto il carattere blues di Wes: dopo aver insistito sulla 5a dell'accordo (la prima croma della seconda quartina è legata all'ultima croma della prima quartina), Wes esegue un "cromatismo bluesy" facendo seguire alla 3a la b3a come nella migliore tradizione blues.

 

 

Le misure 3 e 4 (accordo I)

 

 

Le misure 3 e 4 sono entrambe su un Gmaj7. Interessante l'uso del cromatismo 11-3 in forma discendente: da notare che Wes posiziona la 11a sempre in levare perché sul battere risulterebbe troppo "dura". Nella seconda metà della misura 3, dopo aver suonato la 9a creando tensione, Wes esegue un arpeggio di Gmaj7, partendo dalla 7a e rendendolo ritmicamente più interessante passando dalla duina alla terzina di crome, per poi ritornare alla formula duina nella misura successiva. Questa alterenanza duina/terzina rafforza ulteriormente il carattere fortemente blues del fraseggio di Montgomery anche in ambiti non propriamente blues. 

 

 

 

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