Tecnica Organizzata 2- la Pennata Alternata 1 (corda singola pari)

Tecnica Organizzata 2- la Pennata Alternata 1 (corda singola pari)

Ci siamo. Abbiamo dicusso il senso della tecnica, abbiamo imparato a impostare le due mani: e adesso? Adesso si tratta di sviluppare una tecnica chitarristica virtuosistica. Facile, no? In fondo allenare la tecnica serve a questo: non avere limiti, essere in grado di suonare qualsiasi cosa ti venga in mente, senza problemi, con la scioltezza di quello che ti viene naturale (che poi naturale un corno, anche per camminare e parlare ci siamo dovuti fare un mazzo tanto, ma eravamo troppo piccoli per ricordarcelo).

 

Che cosa serve, in concreto? Serve un piano di allenamento quotidiano organizzato. Sapere esattamente come allenarsi, su che cosa, quanto. E noi siamo qui per questo.

 

Partiamo dalla Pennata Alternata. Che NON è, come potrebbe sembrare di primo acchito, una semplice alternanza tra una pennata in giù e una in su, nossignore: la Pennata Alternata consiste nel sincronizzare la mano destra su una divisione ritmica (8vi, 16esimi, 3ine...). Punto. E una volta impostata la sincronizzazione giù/su, la mano destra non si ferma. MAI. Un po' come nelle ritmiche (sull'acustica, o nel funky...).

Una volta che questo è chiaro, si tratta di esaminare al microscopio ogni singola possibile variante di questo movimento:

 

  • pennata su corda singola pari;
  • pennata su corda singola dispari:
  • cambio di corda esterno;
  • cambio di corda interno;
  • salto di corda (string skipping) esterno;
  • salto di corda (string skipping) interno.

Ecco, ci vorrebbe uno schema di allenamento quotidiano che prenda in considerazione tutte queste variabili, in maniera da concentrarsi su quello che poi davvero serve per costruire una tecnica virtuosa.

 

Bene, eccolo qui.

Quello che segue è un estratto dai piani di studio dei PRAXIS-corsi (6 esercizi su 30, uno per ogni aspetto della pennata alternata) che può iniziare ad essere una buona base per darci dentro in maniera intensa e regolare, giorno per giorno. Per prima cosa IMPARA gli esercizi, mettendo a fuoco i dettagli, le difficoltà, le sfumature nascoste. Poi inizia a suonarli, lentamente, uno alla volta. Infine MISURA la tua velocità, giorno per giorno, e annotala su un diario. Potrai essere sorpreso dai risultati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FASE 1: PENNATA SU CORDA SINGOLA PARI

 

Per cominciare, lavoriamo su una corda soltanto. Qui il movimento è semplice: non nel senso di "facile", ma nel senso che è un movimento unico, che porta la punta del plettro da un lato all'altro della corda (se montassimo il plettro su un braccino meccanico che si muove giù/su potrebbe plettrare perfettamente, no?). Lo scopo, allora, è di controllare questo movimento:

 

  1. omogeneità ritmica (il TIMING dev'essere ferreo, con tutte le note di uguale durata)
  2. omogeneità dinamica (tutte le note devono uscire allo stesso VOLUME, belle intense)
  3. omogeneità timbrica (il SUONO deve rimare bello e grosso per ogni singola nota)

Qui iniziano le difficoltà. È evidente che per avere un suono di un certo spessore ho bisogno di plettrare sulle corde con un po' di forza, non posso accarezzarle troppo delicatamente, giusto? Quello che succede, però, è che per "pestare" sulle corde il movimento tende ad ampliarsi parecchio, allontanandosi dalla corda mooolto più di quanto serva... 

 

 

Ma qui nasce l'inghippo: già, perché appena provi a ridurre il movimento, stringendolo attorno alla corda... la pennata si ammoscia!!

E allora la sfida è tutta qui, nel ridurre l'oscillazione della pennata al minimo indispensabile e al tempo stesso picchiare sulla corda con intensità... per niente facile!! 

Qualche dritta?

 

  1. stringi il plettro bello forte
  2. lascia spuntare pochissima punta, ma proprio poca poca
  3. lavora sulla micro-rotazione dell'avambraccio

Per oggi ci limitiamo alla pennata PARI, il che significa che per ogni beat lo schema della mano destra sarà sempre lo stesso, questo:

 

 

Sembra banale? Può essere, ma quando le cose cambieranno, questa "banalità" ti sembrerà parecchio rassicurante...

 

Ed ecco finalmente il nostro esercizio, dritto dritto dalle mani di zio Yngwie:

 

 

Buon divertimento!

 

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