Tecnica Organizzata 0 - una introduzione al "senso della tecnica"

Tecnica Organizzata 0 - una introduzione al "senso della tecnica"

A bruciapelo: come ottenere una tecnica chitarristica virtuosistica? E come mantenerla?

 

E se partissimo ancora prima: che cosa è la tecnica? 

 

Proviamoci, a dare una risposta: la tecnica è la capacità di eseguire alla perfezione, con disinvoltura e "naturalezza", qualsiasi movimento richiesto per eseguire qualsiasi passaggio musicale. Punto.

 

In realtà questo ha svariate implicazioni: intanto per cominciare, l'obiettivo non è la tecnica. Semmai la musica. Anzi, anche la musica in fin dei conti è un mezzo, per esprimere emozioni e condividerle con chi mi sta ascoltando. La musica è "l'attrezzo" con cui abbiamo scelto di farlo. A ritroso, se voglio essere davvero sicuro di esprimere quello che ho dentro in maniera accurata, mi servirà avere pieno controllo sulla musica che mi permette di farlo. E visto che la chitarra si suona ancora "a mano", questo controllo passa (anche) attraverso una tecnica "totale". Virtuosistica, appunto. Che NON significa "suonarepiùvelocecheposso", ma "suono quello che voglio, esattamente come voglio, senza confini".

Non male.

 

 

 

TECNICA & VIRTUOSISMO: le FAQ

 

Quand'è che ho bisogno di lavorare sulla mia tecnica?

 

Facile: rispondi alle due domande qui sotto...

 

- sono in grado di suonare in maniera perfetta qualsiasi musica abbia bisogno di suonare?

- sono in grado di farlo con disinvoltura e morbidezza, senza dover "lottare" contro la chitarra?

 

Ecco, se la risposta è "SÌ" per entrambe le domande, sei a posto così. Almeno per il momento, non hai bisogno di un lavoro specifico sulla tua tecnica (beato te!!).

Se invece ti è toccato rispondere con almeno un "no", beh, allora forse è il caso di porti qualche domanda: suoni in maniera morbida e rilassata, ma hai dei limiti su quello che riesci ad eseguire? Oppure al contrario, riesci a convincere le mani a suonare tutto quello che ti serve, ma al prezzo di uno sforzo considerevole? Oppure ancora (aaargh...) ti irrigidisci e devi sforzare, e comunque non riesci ad eseguire tutto quello che vorresti?

Ecco, in tutti questi casi hai bisogno di lavorare sulla tua tecnica, non c'è dubbio.

 

 

Come posso lavorare efficacemente sulla mia tecnica?

 

Mettiamo subito in chiaro un punto cruciale: se hai bisogno di un lavoro intenso, o di rifiniture specifiche, non c'è niente al mondo che possa sostituire l'aiuto di un insegnante esperto. Non necessariamente un chitarrista strepitoso, ma uno che sappia scovare quei minuscoli segnali che il tuo corpo dà mentre fa traballare un'esecuzione... non necessariamente "errori" eclatanti, ma tant'è. E non c'è sito, non c'è rivista, non c'è video che possa venire lì e aiutare TE, personalmente, a calibrare la TUA esecuzione. Chiarito questo, che ci stiamo a fare noi? Nelle prossime puntate, metteremo a punto una serie di "dritte" ed esercizi specifici proprio per permettere a ciascuno di lavorare sui propri limiti, comprenderli, isolarli, risolverli.

 

 

Come faccio a capire esattamente su cosa lavorare? 

 

Questo è un punto cruciale. I chitarristi hanno generalmente una capacità di autodiagnosi prossima allo zero. Sembra un po' cruda, messa così, ma è -ahinoi- la verità. Per dire, moltissime volte ci si ostina a ripetere un esercizio come  ossessi, fino allo sfinimento, inciampando sempre nello stesso punto: ora, può anche capitare che sia un passaggio davvero difficile, ma non è detto; spesso (molto spesso) il passaggio sbagliato NON è più "tecnicamente facile" di quello corretto!! E allora? Dove sta il problema? Evidentemente, non nella tecnica: le mani saprebbero benissimo eseguire il passaggio correttamente, se solo... avessero istruzioni precise al riguardo!! In altre parole, capita con una frequenza disarmante che attribuiamo alla tecnica problemi che in realtà stanno a monte, nella testa, che non sa visualizzare in maniera adeguata i dettagli del proprio compito, cioè l'esecuzione. Torneremo su questo, ma intanto ci basta per farci un'idea di quanto la diagnosi (dr. House docet) sia una faccenda complicata.

 

 

Ma allora, a cosa servono gli esercizi??

 

Beh, usati come si fa abitualmente (90% del proprio allenamento) sono tempo buttato. O meglio: investito nella direzione sbagliata. Non è un caso se poi, al momento di suonare con la band, di tutto questo sbattimento emerga molto poco, in proporzione. Allora, mettiamola così: l'obiettivo finale è suonare. Musica vera, sul palco. NON "esercizi". Quindi la priorità va a quella. Gli esercizi servono (eccome!) se ti aiutano a mettere a fuoco un porblema specifico, intervenire "chirurgicamente" su quello, e lasciarti libero di pensare alla musica. Se diventano un feticcio, lascia perdere.

 

 

Ok, ma quindi, questa nuova serie "TECNICA ORGANIZZATA" qui su guitarpraxis.com?

 

Ecco, serve precisamente a questo: provare a fare chiarezza sui meccanismi della tecnica (e delle tecniche più "spettacolari") e fornire, alla fine, una routine di allenamento quotidiano minima, che ti permetta di tenere sotto controllo ogni dettaglio, sviluppando al tempo stesso una seria capacità di autodiagnosi

Ti basta?

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