MINI DIZIONARIO di TEORIA MUSICALE

MINI DIZIONARIO di TEORIA MUSICALE

Spesso nella musica ci troviamo di fronte a parole che, in quel contesto, assumono un significato molto preciso, da gergo "tecnico": si tratta perlopiù di termini che si usano anche nella vita "extra-musicale", ma che tra musicisti acquistano un senso estremamente specifico, diverso da quello dell'uso comune, e una loro interpretazione errata può condizionare negativamente tutta la nostra comprensione, falciando in partenza le gambe ad ogni tentativo di capire le cose. E... che te ne fai di una massa magari enorme di nozioni, se non sei in grado di farci chiarezza?

Allora: diciamo subito che entreremo nel dettaglio di ogni singolo termine (e dei contenuti che ci stanno dietro...) nel corso del programma; qui, però, intanto, eccoti un breve, stringatissimo mini-dizionario delle parole più importanti, giusto per fissare i concetti essenziali con precisione e senza sbavature, in maniera da mantenere tutto sotto stretto controllo, con grande chiarezza.

 

"la conoscenza è libertà, l'ignoranza è schiavitù" (Miles Davis)

 

NOTA (note, tone, pitch)
Suono singolo di altezza definita (cioè: non un rumore!); per esempio, due suoni sovrapposti, emessi simultaneamente, sono comunque due note!

 

PAUSA (pause)
È il silenzio che si alterna alle note, ed è una componente assolutamente essenziale del fare musica (anzi, c'è chi arriva a sostenere che le note sono semplicemente "un modo intelligente per passare da un silenzio ad un altro"!!)

 

MELODIA (melody)
Successione di note singole, suonate in sequenza una dopo l'altra: è la componente più elementare della musica, e in un brano corriponde alla "linea", al "tema", alla frase musicale "fischiabile" (NB: anche un assolo heavy metal, in senso tecnico, è una melodia!!)

 

ARMONIA (harmony)
Tutto ciò che riguarda le note sovrapposte, suonate cioè contemporaneamente, con particolare riferimento agli accordi, alla loro costruzione e concatenzazione; in un brano, è data appunto dalla successione di accordi (loro funzione, disposizione, ecc.)

 

RITMO (rhythm)
È la collocazione dei suoni (e delle pause!) nel tempo: riguarda tanto la melodia quanto l'armonia, e determina la "scansione" delle frasi e/o degli accordi. Il ritmo (che è la componente più antica della musica, e perciò ancora oggi quella più "forte" nella nostra percezione) è misurato attraverso il tempo (tempo), cioè la velocità di esecuzione, e attraverso il metro (meter), cioè l'articolazione degli accenti forti e deboli in configurazioni determinate di gruppi di 2, di 3, di 4 o più vaolri ritmici fondamentali che vengono di volta in volta presi come "unità di base".

 

SCALA (scale)
Successione di note ordinate per pitch ascendenti (cioè dalla nota più bassa alla nota più acuta): ogni scala ha una struttura specifica in termini di intervalli e di gradi, ed è questa struttura a determinarne la sonorità; tra tutte la più importante è sicuramente la scala maggiore (major scale), che funziona da parametro di tutta la teoria musicale occidentale.

 

GRADI (steps)
Sono i numeri associati alle note di una struttura musicale (scala, accordo, arpeggio...): la loro utilità consiste nel fatto che consentono di riferirsi alla struttura indipendentemente dalle note specifiche che la compongono, chiarificando in maniera sintetica gli intervalli. Il primo grado è quello che dà il nome alla struttura stessa, e viene chiamato tonica (tonic) nel caso delle scale, fondamentale (root) nel caso degli accordi.
Esempio: "scala maggiore di DO" = scala maggiore la cui tonica è DO; "accordo MIb maj7" = accordo maj7 la cui fondamentale è MIb.

 

INTERVALLO (interval)
È la distanza in pitch (altezza di suono) tra due note, e viene misurata in semitoni (half-steps o half-tones) e/o toni (whole-steps o whole-tones): il semitono è l'intervallo più piccolo, e corrisponde alla distanza tra due tasti contigui sulla stessa corda; il nome degli intervalli è dato in riferimento ai gradi della scala maggiore rispetto alla tonica, eventualmente alterandoli quando non combaciano.

 

ACCORDO (chord)
Si ha con tre o più note suonate simultaneamente (armonia): nella tradizione musicale occidentale, specie in quella "colta" (poi passata un po' in tutti i generi musicali moderni e contemporanei) si ottiene per sovrapposizione di intervalli diatonici di 3a, e può essere di triade (triad) se l'accordo è formato da tre note diverse, o di tetrade (7th chord) se l'accordo è formato da quattro note diverse. Oltre le quattro note si parla di estensioni (extensions).

 

ARPEGGIO (arpeggio)
Consiste nelle note di un accordo, "snocciolate" però in successione una dopo l'altra (melodia) anziché suonate simultaneamente.

 

DIATONICO (diatonic)
Data una struttura di riferimento (tipicamente: una scala), è diatonico tutto ciò che è compreso entro quella struttura: intervalli, accordi... Se per esempio siamo nella scala maggiore di DO, le "triadi diatoniche" saranno tutte (e solo) quelle ottenute impiegando esclusivamente le note della scala maggiore di DO, e lo stesso varrà per tetradi, arpeggi, intervalli...

 

TONALITÀ (tonality, key)
Può essere definita come il complesso delle relazioni che legano melodia e armonia in un brano, in rapporto alla scala di riferimento e alle strutture diatoniche conseguenti, specie sul piano armonico.

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Commenti

Qualcuno chiamerebbe la pausa: "tredicesima nota"...!!

Figo, questo devo imparalo assolutamente a memoria!!!

cosi da salvare il fegato dell'andre al mercoledi durante lezione 

uhm okkei

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